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Calcolatore P.IVA

Forfettario o ordinario — inserisci il tuo fatturato annuo e scopri il netto, l’INPS e le tasse. Perché “quanto mi resta davvero?” è la vera domanda.

Gestione Separata = professionisti senza cassa (26,07%, nessun minimale). Artigiani/Commercianti = iscritti alla Camera di Commercio: un minimale fisso sui primi €18.808, poi un'aliquota sulla parte eccedente.

Il tuo riepilogo P.IVA

Fatturato annuo50.000 €
Coefficiente di redditività: 78%39.000 €
Reddito imponibile39.000 €
INPS · Gestione Separata (26.07%)− 10.167 €
Imposta sostitutiva− 4325 €
Reddito netto annuo35.508 €
Reddito netto mensile2959 €
Aliquota effettiva29.0%

Con l'aliquota 5%, il netto sarebbe 38.391 €/anno — il 5% startup dura 5 anni, poi si passa al 15%.

Stima semplificata. L'INPS dipende dalla gestione: separata (26,07%) per i professionisti senza cassa, o artigiani/commercianti (minimale fisso + 24–24,48% oltre €18.808), con la riduzione −35% o −50% se selezionata. Non include acconti, sotto-codici ATECO specifici, addizionali comunali o il compenso del commercialista. L'idoneità al forfettario ha condizioni aggiuntive non verificate qui. Nessun valore legale.

Forfettario vs Ordinario

L'Italia offre due regimi fiscali principali per freelancer e ditte individuali:

  • Regime Forfettario — un regime semplificato a tassa piatta. Il tuo reddito imponibile viene stimato con un coefficiente di redditività fisso (basato sul tuo settore ATECO), non sui costi reali. Imposta al 5% per i primi 5 anni (se idoneo) o al 15% dopo. Tetto di fatturato: 85.000€/anno.
  • Regime Ordinario — scaglioni IRPEF standard (23/33/43%) sul reddito effettivo dopo aver dedotto i costi reali. Più complesso, ma permette di dedurre le spese aziendali effettive.

INPS: quale gestione ti riguarda

I contributi INPS dipendono da come sei iscritto:

  • Gestione Separata — professionisti senza cassa dedicata (consulenti, gran parte dei freelancer). 26,07% fisso sul reddito imponibile, senza minimale.
  • Artigiani / Commercianti — se sei iscritto alla Camera di Commercio (Registro Imprese). Paghi un contributo minimo sul reddito minimale di €18.808 — circa €4.521/anno (artigiani) o €4.612/anno (commercianti) nel 2026 — anche se guadagni poco, poi il 24% (artigiani) o 24,48% (commercianti) sulla parte eccedente, fino al massimale.

Artigiani e commercianti possono applicare una riduzione contributiva — non entrambe:

  • −35% (forfettario) — l'opzione storica per i forfettari (art. 1 co. 77, L. 190/2014).
  • −50% (nuova attività) — introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Circ. INPS 83/2025): taglio del 50% sulla quota IVS per 36 mesi, per chi si iscrive alla gestione artigiani/commercianti per la prima volta nel 2025. La maternità e, per i commercianti, l'indennizzo per cessazione restano dovuti per intero. Va richiesta all'INPS e non è cumulabile con il −35%.

Fonti: INPS — riduzione contributiva nuovi iscritti · Confcommercio — contributi 2026

Cosa manca

  • Acconti — in pratica paghi le tasse in anticipo a giugno e novembre. Non cambia il totale, ma influisce sul flusso di cassa.
  • Addizionale comunale — non inclusa. Aggiunge circa 0,5–0,9%.
  • IVA — il forfettario è esente IVA. L'ordinario addebita il 22% ai clienti ma è un passaggio, non il tuo reddito.
  • Sotto-codici ATECO specifici — i coefficienti qui sono raggruppati. Il tuo codice specifico potrebbe differire leggermente.
  • Il commercialista — per una P.IVA costa di solito €1.000–2.000+/anno. Non è una tassa, ma è un costo reale che erode in silenzio il netto qui sopra.
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