Il modo più efficace per calibrare le aspettative sull’investire è guardare i dati reali su più decenni. Non quest’anno. Non questo decennio. Un secolo di dati.
La lezione di oggi sono i dati. Rendimenti, volatilità, drawdown e tempi di recupero dei principali mercati azionari lungo i decenni. Con le fonti per verificare.
Rendimenti reali di lungo termine per mercato
Reale = aggiustato per l’inflazione. In termini di potere d’acquisto.
Dal Credit Suisse / UBS Global Investment Returns Yearbook (edizione 2024, che copre 1900-2023, 124 anni):
Azioni USA, 1900-2023
- Rendimento reale annuo: 6,5% annualizzato.
- Rendimento nominale: 9,5%.
- Inflazione: 3,0%.
- Volatilità (σ): 19,7%.
- Anno migliore: +54% (1933).
- Anno peggiore: −38% (1931).
Azioni UK, 1900-2023
- Rendimento reale: 5,2%.
- Volatilità: 19,9%.
Azioni italiane, 1900-2023
- Rendimento reale: 2,0%.
- Volatilità: 28,4%.
Il rendimento di lungo periodo italiano è notevolmente più basso di quello degli altri mercati sviluppati. In parte per le due guerre mondiali, la ricostruzione del dopoguerra, il costante problema del debito pubblico elevato, la periodica instabilità politica e il fatto che il mercato azionario italiano è piccolo e concentrato in settori a bassa crescita.
Azioni globali (ponderate per capitalizzazione), 1900-2023
- Rendimento reale: 5,2%.
- Volatilità: 17,5%.
Un portafoglio azionario globalmente diversificato ha reso circa il 5% reale all’anno in oltre 120 anni. È il numero su cui ancorare le aspettative.
Cosa significa in pratica un 5% reale
€10.000 investiti al 5% reale per diverse durate:
| Anni | Moltiplicatore | Valore finale (in EUR di oggi) |
|---|---|---|
| 10 | 1,63× | €16.300 |
| 20 | 2,65× | €26.500 |
| 30 | 4,32× | €43.200 |
| 40 | 7,04× | €70.400 |
| 50 | 11,47× | €114.700 |
L’interesse composto sui decenni è la magia. Al 5% reale, i tuoi soldi più che raddoppiano ogni 14-15 anni in termini reali.
Il secolo americano, 1928-2023
I dati di Robert Shiller, ampiamente citati:
- S&P 500 con dividendi reinvestiti, 1928-2023 (termini reali).
- Rendimento medio: circa 6,5% all’anno.
- Volatilità: circa 17%.
- Anni positivi: circa 73%.
- Anni negativi: circa 27%.
Drawdown prolungati:
- Grande Depressione 1929-1932: −85% reale. Recupero completo: circa 25 anni.
- Shock petrolifero 1973-1974: −50%. Recupero: circa 7 anni.
- Dot-com 2000-2002: −49%. Recupero: circa 7 anni.
- Crisi finanziaria 2007-2009: −55%. Recupero: circa 5 anni.
- COVID 2020: −34% (il più rapido della storia). Recupero: circa 5 mesi.
- 2022: −25%. Recupero: circa 2 anni.
Cinque drawdown importanti del 40%+ in un secolo. Circa uno ogni 20 anni.
MSCI World dal 1970
Il benchmark più rilevante per l’investitore globale moderno. Dati 1970-2023:
- Rendimento annualizzato: circa 10% nominale, circa 7% reale.
- Volatilità: circa 15-17% (più bassa di quella di un singolo paese grazie alla diversificazione).
- Anno migliore: +45% (1975).
- Anno peggiore: −40% (2008).
- Drawdown maggiore: 54% (2007-2009).
FTSE MIB dal 1998
Il benchmark italiano. Storia più breve (parte dal 1998) ma rivelatrice:
- Rendimento totale 1998-2023: modesto. L’azionario italiano ha sottoperformato drammaticamente i competitor globali.
- Rendimento reale annualizzato: circa 1,5% all’anno.
- Volatilità: circa 24%.
- Drawdown maggiore: circa 65% (2008-2009).
In questa finestra specifica, le azioni italiane sono state un pessimo investimento. Il bias domestico distrugge ricchezza quando “casa” è l’Italia.
La lezione non è “l’Italia è permanentemente un brutto posto” — è che l’esposizione a un singolo paese, anche al tuo, è un rischio inutile. Un indice globale rende la cosa irrilevante; prendi la media.
Storia delle obbligazioni
Più difficile da sintetizzare perché i rendimenti variano molto tra decenni.
Rendimento reale annualizzato indicativo per decennio (Treasury USA a lunga):
- Anni ‘50: 0%.
- Anni ‘60: −0,5%.
- Anni ‘70: −2,5% (alta inflazione).
- Anni ‘80: +7% (tassi in discesa, rendimenti alti).
- Anni ‘90: +5%.
- Anni 2000: +3%.
- Anni 2010: +1%.
- 2020-2023: −2% (il 2022 è stato brutale).
Rendimento reale storico dei BTP italiani dagli anni ‘90: circa 2-3% all’anno, molto dipendente dal rendimento di partenza e dall’inflazione.
Su un secolo, le obbligazioni hanno reso circa il 2% reale nella maggior parte dei mercati sviluppati. Meno delle azioni; meno volatili.
Correlazioni
Come si muovono insieme le asset class conta per la diversificazione.
Correlazioni storiche (dati globali, 20 anni):
| Coppia | Correlazione |
|---|---|
| Azioni USA / obbligazioni USA | da 0,0 a +0,3 (varia per decennio) |
| Azioni USA / azioni UE | da +0,7 a +0,9 |
| Azioni USA / azioni emergenti | da +0,6 a +0,8 |
| Azioni USA / oro | da −0,1 a +0,2 |
| Azioni USA / immobiliare | da +0,4 a +0,6 |
| Azioni USA / petrolio | da +0,2 a +0,4 |
I mercati azionari sviluppati sono molto correlati tra loro, soprattutto durante le crisi. Azioni e obbligazioni hanno tipicamente bassa correlazione (utile per la diversificazione), anche se nel 2022 sono scese insieme — un promemoria del fatto che le correlazioni storiche possono saltare.
Il potere dei dividendi
I grafici dei soli prezzi sottostimano il rendimento reale. Dividendi e reinvestimento contano.
Rendimento solo prezzo dell’S&P 500 dal 1928 al 2023: circa 6% nominale all’anno. Rendimento totale dell’S&P 500 (con dividendi reinvestiti): circa 10% nominale all’anno.
Sono circa 4% all’anno solo di dividendi. Su un secolo, i dividendi raddoppiano o triplicano il rendimento cumulativo.
Gli ETF ad accumulazione catturano questo in automatico. Quelli a distribuzione ti chiedono di reinvestire attivamente.
Il fenomeno del “decennio perduto”
A volte un mercato dà rendimenti reali vicini allo zero per un decennio.
- Giappone 1989-2019 (30 anni!): il Nikkei giapponese piatto in nominale, negativo in reale. Trent’anni.
- USA 2000-2009: S&P 500 tra piatto e negativo in nominale, negativo in termini reali. Dot-com bust + GFC = “decennio perduto”.
- Italia 2000-2024: FTSE MIB su di forse il 20% nominale in 24 anni, profondamente negativo in reale.
La concentrazione su un singolo paese ti espone ai decenni perduti. La diversificazione globale riduce il rischio ma non lo elimina.
Per un investitore di lungo orizzonte (20+ anni), anche i decenni perduti di solito recuperano. Per un investitore di breve orizzonte, il timing conta molto.
I rari eventi di distruzione della ricchezza
Gran parte delle analisi presuppone un rischio di mercato “ordinario”. Alcuni paesi hanno vissuto di peggio:
- Russia 1917: borsa azzerata dopo la rivoluzione.
- Germania 1945: crollo quasi totale.
- Cina 1949: presa del potere da parte dei comunisti, posizioni pre-guerra azzerate.
- Argentina ripetutamente: iperinflazione e default.
Per un investitore dei paesi sviluppati nel 2025, questi scenari sembrano improbabili ma non impossibili su orizzonti di 50+ anni. La diversificazione tra paesi è una protezione parziale.
Eventi di distruzione della ricchezza in Italia a memoria d’uomo: la Seconda Guerra Mondiale (ovviamente), l’inflazione degli anni ‘70 (gli asset reali hanno protetto meglio di quelli finanziari), la crisi valutaria del 1992 (svalutazione della lira).
Come interpretare la “performance passata”
Il disclaimer universale: la performance passata non è garanzia di risultati futuri.
Ma è il meglio che abbiamo. I dati pluridecennali su molti paesi mostrano:
- Le azioni hanno reso circa 5-7% reale nel lunghissimo periodo.
- I portafogli globali diversificati battono quelli concentrati su un paese solo.
- Le obbligazioni hanno reso 1-3% reale.
- La liquidità ha reso circa 0% reale.
I rendimenti attesi futuri potrebbero essere più alti o più bassi delle medie storiche. Le valutazioni correnti (ad esempio lo Shiller PE) suggeriscono rendimenti attesi sotto la media di lungo periodo dal 2024 in poi. Pianificare su un 4-5% reale per l’azionario nei prossimi 20 anni è ragionevole, non il 7%.
Cosa fare con questa lezione
Tre cose:
- Stampa un grafico degli ultimi 50 anni dell’indice che hai scelto. Guarda attentamente gli alti e i bassi. Preparati emotivamente all’inevitabile.
- Usa rendimenti reali, non nominali, nelle ipotesi di pianificazione. Il 5% reale è ragionevole per l’azionario globale su orizzonti trentennali.
- Pianifica almeno un drawdown del 40% in qualunque finestra di 20 anni. Non è “se” — è “quando”.
Fonti
- Credit Suisse / UBS — Global Investment Returns Yearbook 2024.
https://www.ubs.com/global/en/investment-bank/in-focus/2024/global-investment-returns-yearbook.html. - Robert Shiller — Online data.
http://www.econ.yale.edu/~shiller/data.htm(mercato azionario USA dal 1871 a oggi). - Dimson, Marsh, Staunton — Triumph of the Optimists, Princeton University Press, 2002.
- MSCI — Dati storici degli indici.
https://www.msci.com/end-of-day-data-search. - FTSE Russell — FTSE MIB Index.
https://www.ftserussell.com/products/indices/italia.
Prossima lezione: crolli, mercati orso e i casi peggiori — uno sguardo più ravvicinato a specifici disastri di mercato e a quanto sono durati i recuperi.