Scegliere il broker è una delle decisioni più pesanti per chi investe nel lungo periodo. Le differenze di costi si capitalizzano. Le differenze di regime fiscale si mangiano ore di tempo ogni anno. Il broker giusto per Luca non è il broker giusto per Giorgio.
Oggi: confronto diretto dei principali broker accessibili ai residenti in Italia nel 2025. Opinioni schiette, nessun link affiliato.
Le due scelte fondamentali
1. Regime amministrato vs dichiarativo
- Amministrato: il broker gestisce il fisco alla fonte. Ricevi importi netti; il documento di fine anno riassume tutto per il tuo 730/Redditi. Fatica minima.
- Dichiarativo: dichiari tutto tu. Ogni operazione, ogni dividendo, ogni detenzione estera (Quadro RW). Molta più scartoffia.
La maggior parte dei risparmiatori retail italiani vuole l’amministrato. Vale la pena pagare qualcosa in più di commissioni per evitare la complessità fiscale annuale.
2. Broker italiano vs broker estero
- Broker italiani (Fineco, Directa, IWBank, BNL, ecc.): banca + broker; customer care in italiano; reporting fiscale italiano automatico.
- Broker esteri UE (Degiro-DE, Trade Republic-DE, Scalable Capital-DE, IBKR-IE): spesso più economici; possono offrire o meno l’amministrato a seconda del broker.
In passato la maggior parte dei broker esteri imponeva il dichiarativo. Nel 2024-2025 alcuni (Scalable, Trade Republic) sono passati all’amministrato per i clienti italiani. IBKR resta dichiarativo.
I broker principali, nel dettaglio
Fineco
Ibrido banca italiana + broker.
- Commissione per operazione: €19 su ETF/azioni in Borsa Italiana.
- Commissione PAC: €19 per ogni acquisto automatico.
- Regime: amministrato.
- Punti di forza: banca integrata (stipendio → conto corrente → broker), customer care completo in italiano, banca e investimenti nella stessa app, piattaforma molto stabile.
- Punti deboli: commissioni per operazione alte. Costi PAC importanti sui decenni.
- Ideale per: chi vuole banca + investimenti integrati; patrimoni importanti con operazioni rade; chi non vuole gestire conti separati.
Directa
Broker indipendente italiano (non è una banca).
- Commissione per operazione: €5 su azioni/ETF in Borsa Italiana.
- Commissione PAC: supporta il PAC a €5 per operazione.
- Regime: amministrato.
- Punti di forza: broker storico italiano (dal 1995), assistenza in italiano, commissioni più basse di Fineco, piattaforma solida.
- Punti deboli: interfaccia vecchiotta, presenza istituzionale minore.
- Ideale per: investitori attenti ai costi che vogliono il regime amministrato italiano.
Scalable Capital
Broker tedesco, licenza europea, operativo in Italia dal 2019.
- Commissione per operazione: €0,99 su azioni/ETF, oppure €0 per il PAC con il piano “Prime”.
- Costo del piano Prime: €4,99/mese.
- Regime: amministrato (dal 2024 per residenti italiani).
- Punti di forza: costi molto bassi per il PAC; app mobile moderna; buona UX; ora in amministrato.
- Punti deboli: customer care meno curato delle banche italiane; è più giovane; qualcuno preferisce non usare un broker non italiano.
- Ideale per: chi investe molto con PAC; chi predilige UX moderna; ottimizzazione dei costi.
Trade Republic
Broker tedesco, licenza europea, sul mercato italiano dal 2020.
- Commissione per operazione: €1 a eseguito.
- Commissione PAC: €0 per il PAC automatico sulla maggior parte degli ETF.
- Regime: amministrato (dal 2023 per residenti italiani).
- Punti di forza: app semplice mobile-first; PAC a €0; UX molto essenziale.
- Punti deboli: meno funzionalità (nessun tipo di ordine avanzato); supporto in tedesco per le casistiche complesse; presenza in Italia piccola.
- Ideale per: principianti che vogliono l’esperienza più semplice possibile.
Degiro
Broker olandese, molto affermato in Europa.
- Commissione per operazione: €2-3 sulla maggior parte degli ETF; €0 su quelli della loro “Core Selection”.
- Regime: dichiarativo (richiede autodichiarazione italiana).
- Punti di forza: economico; gamma ampia; attivo dal 2013.
- Punti deboli: il dichiarativo significa scartoffie fiscali italiane annue (Quadro RW, plusvalenze manuali). Molti italiani lo trovano pesante.
- Ideale per: investitori esperti a loro agio con la dichiarazione in proprio, o chi si appoggia a un commercialista.
Interactive Brokers (IBKR)
Broker con base negli USA e operatività europea. La “Ferrari” dei broker — potente ma complicato.
- Commissione per operazione: molto bassa, spesso < €1.
- Regime: dichiarativo (i residenti italiani dichiarano da sé).
- Punti di forza: gamma di prodotti più ampia (azioni USA, opzioni, futures, ogni mercato); commissioni bassissime; conto multi-valuta; strumenti sofisticati.
- Punti deboli: UX complessa; supporto in inglese; solo dichiarativo (serve dichiarazione seria in proprio).
- Ideale per: investitori sofisticati, freelance/espatriati con esigenze internazionali.
IWBank
Banca italiana + broker.
- Commissione per operazione: €9 su ETF in Borsa Italiana.
- Regime: amministrato.
- Punti di forza: commissioni di fascia media; banca italiana; banca integrata disponibile.
- Punti deboli: UX meno moderna di Fineco; non economico come Scalable.
- Ideale per: una via di mezzo tra Fineco e le opzioni più economiche.
La matrice della decisione
| Profilo dell’investitore | Broker consigliato |
|---|---|
| Molto PAC, €100-500/mese | Scalable Capital Prime o Trade Republic |
| Lump-sum importanti (€50k+), operazioni rade | Fineco o Directa |
| Vuole banca italiana + investimenti insieme | Fineco o IWBank |
| Esperto, massima flessibilità | IBKR |
| Studente / importi piccoli | Trade Republic o Scalable |
| Va bene con la dichiarazione manuale | Degiro o IBKR |
Un esempio concreto: la scelta di Sofia
Sofia: €3.500 di lump + PAC da €500/mese. 28 anni.
Analisi dei costi annui:
Fineco
- Lump-sum €3.500: 1 operazione × €19 = €19.
- PAC 12 operazioni × €19 = €228.
- Totale primo anno: €247 di commissioni (escluso TER e imposta di bollo).
Scalable Capital Prime
- Abbonamento Prime: 12 × €4,99 = €59,88.
- Operazione lump-sum: €0 (dentro al Prime).
- PAC 12 × €0 = €0.
- Totale primo anno: ~€60.
Sofia risparmia €187/anno su Scalable rispetto a Fineco. Su 30 anni, con il portafoglio che cresce, i risparmi si amplificano.
Decisione: Scalable Capital Prime. Risparmio ~€200/anno in continuo.
La scelta di Giorgio
Giorgio: €80.000 di portafoglio, €500/mese di nuovi versamenti, grandi ribilanciamenti rari.
Ha Fineco dal 1995. Cambia?
Beneficio del cambio: €200/anno risparmiati. Sui 13 anni residui prima della pensione: ~€2.500.
Costo del cambio: 1-2 giorni di scartoffie, possibili costi di transazione se è ancora su fondi comuni. Adattamento psicologico alla nuova piattaforma.
Decisione: resta su Fineco. Alla sua fase, non vale la pena scombinare tutto. Ma dovrebbe comunque spostare i fondi comuni in ETF.
La scelta di Luca
Luca: appena partito, PAC da €100/mese.
Con €100/mese e capitale minimo:
- Commissione PAC Fineco di €19 su un’operazione da €100 = 19%. Assurdo.
- Abbonamento Scalable Prime di €4,99/mese su un PAC da €100 = 5%. Assurdo anche questo, ma meno.
- Trade Republic con PAC a €0 = 0%.
Decisione: Trade Republic per Luca. Zero frizione sulle piccole cifre. Potrà passare di livello dopo.
Differenze meno visibili fra broker
Cose che non compaiono nelle tabelle delle commissioni ma contano:
Quote frazionarie
Alcuni broker (Scalable, Trade Republic) ti fanno comprare €100 di un ETF anche se la quota costa €120. Prendi frazioni di quote. Liscio per il PAC.
Fineco e Directa: tipicamente richiedono quote intere. Il PAC può lasciare residui di cash.
Tipi di ordine
IBKR: ogni tipo di ordine immaginabile (stop-limit, trailing stop, ordini algoritmici). Fineco: quelli base (mercato, limite, stop). Trade Republic: solo mercato.
Per chi investe nel lungo periodo: il base è più che sufficiente.
Prestito titoli
Alcuni broker prestano le tue quote agli short-seller, incassando commissioni (che possono condividere o meno con te). IBKR e Degiro lo fanno più spesso. Le banche italiane meno.
Rischio basso, ma un dettaglio che alcuni preferiscono evitare.
Qualità del customer care
Supporto in italiano: Fineco, Directa, IWBank. Supporto in inglese: IBKR, Scalable (un po’ di italiano). Solo chat/email: Trade Republic, Degiro.
Per casi complessi (fisco, successioni, reclami), il supporto in italiano fa una differenza tangibile.
Stabilità della piattaforma
Fineco, BNL, IWBank: track record decennali, difficile che spariscano.
Scalable, Trade Republic: più giovani, ben capitalizzati, probabile che durino ma non ancora messi alla prova nelle grandi crisi.
Degiro: avviato nel 2013, ha superato lo stress test del 2020.
IBKR: società quotata al Nasdaq, molto stabile.
Nessuno è a rischio di scomparsa improvvisa, ma la stabilità ha un valore.
Il fattore “ho letto cose brutte su X”
Il subreddit r/ItaliaPersonalFinance, il podcast di Mr Rip e i blog finanziari italiani discutono i broker a lungo. Leggi le esperienze recenti prima di impegnarti.
Le preoccupazioni recenti nel 2024-2025:
- Trade Republic: alcune segnalazioni di esecuzioni in ritardo, bug di interfaccia. Per lo più minori.
- Degiro: qualche segnalazione di ordini falliti. La complessità fiscale è una lamentela ricorrente.
- Scalable: poche lamentele recenti; in passato aveva problemi prima del 2023.
- Fineco: occasionali disservizi nelle giornate di picco, ma in generale affidabile.
Controlla le recensioni fresche prima di impegnarti.
Strategia multi-broker
Alcuni investitori si dividono tra più broker:
- Broker principale (Scalable o Fineco): tutto.
- Secondario (IBKR o Directa): per scopi specifici (azioni USA, titoli di Stato italiani).
Di solito non serve ai principianti. Aggiunge complessità contabile. Consolidare è più semplice.
Cosa fare con questa lezione
Tre passi:
- Scegli un broker che corrisponda al tuo profilo (vedi la matrice della decisione).
- Apri il conto questa settimana. Non fare ricerca per mesi.
- Non cambiare broker senza motivo. Una volta ogni 5-10 anni se le circostanze cambiano, non ogni anno.
Fonti
- Listini pubblici dei broker: Fineco, Directa, Scalable, Trade Republic, Degiro, IBKR.
- r/ItaliaPersonalFinance — community attiva con esperienze utente aggiornate.
- Mr Rip (Matteo De Marchi) — podcaster italiano FIRE con recensioni di broker.
- La Repubblica / Corriere Economia — confronti di broker occasionali.
Prossima lezione: la tassazione degli investimenti in Italia — 26% vs 12,5%, plusvalenze, minusvalenze, l’unico tema fiscale che ogni investitore italiano deve sapere a memoria.