Finanza personale, da zero Lezione 14 / 60

ROI dell'istruzione in Italia

Laurea vs ITS vs apprendistato vs autodidatta. Cosa dicono i dati su ciò che davvero paga in Italia, per settore, con numeri reali sui salari.

Luca sta decidendo tra Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano, l’ITS Rizzoli (un diploma tecnico post-diploma di 2 anni in IT), oppure saltare l’università e imparare a programmare online lavorando. I genitori dicono “laurea”. Lo zio Giorgio dice “una laurea qualsiasi va bene”. Il fratello maggiore di un amico fa €50k/anno senza laurea.

Tutte e tre le strade portano da qualche parte. La domanda è: dove, per chi, e a che costo?

La lezione di oggi parla dei dati. Chi guadagna quanto in Italia per livello di istruzione, suddiviso per ambito, con la distinzione specifica che i dati italiani richiedono — perché, a differenza degli USA, l’Italia non premia automaticamente i titoli, e alcuni ambiti popolari hanno un ROI pessimo.

Il quadro generale

I dati italiani sui salari per livello di istruzione sono sorprendentemente piatti rispetto ad altri paesi sviluppati. Il “premio della laurea” — quanto guadagnano in più i laureati rispetto ai diplomati — è uno dei più bassi dell’OCSE.

Dati OCSE Education at a Glance 2023 (fonte: https://www.oecd.org/education/education-at-a-glance/):

  • Italia: 39% di premio salariale per chi ha istruzione terziaria (25–64 anni) rispetto alla secondaria superiore.
  • Media OCSE: 54%.
  • Germania: 58%.
  • USA: 72%.
  • Regno Unito: 39%.

Quindi in Italia una laurea alza i guadagni in media di ~40%, contro ~70% negli USA. Meno ritorno sull’investimento in tasse universitarie.

Perché? Diversi motivi:

  1. Compressione salariale italiana — contratti collettivi e sindacati mantengono i range più stretti.
  2. Molte professioni ben pagate hanno solidi percorsi non universitari.
  3. I laureati sono sovra-rappresentati in istruzione, settore pubblico e discipline umanistiche — ambiti con bassa dispersione salariale.
  4. L’ambito di studio conta enormemente in Italia — la media del 39% nasconde enormi variazioni.

I dati per ambito

Guadagni medi annui lordi italiani per ambito di laurea, a ~5 anni dal titolo (fonte: AlmaLaurea Indagine 2024 sulla Condizione Occupazionale dei Laureati, https://www.almalaurea.it/universita/occupazione):

AmbitoGuadagno medio annuo lordo, 5 anni post-laurea
Medicina~€33.000
Ingegneria~€32.000–37.000 (varia per sotto-ambito)
Informatica~€32.000
Economia / Statistica~€28.000–30.000
Architettura~€25.000
Giurisprudenza~€24.000
Chimica-Farmacia~€26.000
Scienze Politiche~€22.000–24.000
Lettere~€20.000–22.000
Scienze della Formazione~€19.000
Psicologia~€19.000

Una laurea in ingegneria al Politecnico di Milano che porta a €40–45k al quinto anno è molto diversa da una laurea umanistica che porta a €22k. Entrambe sono “laurea”. Il ROI varia enormemente.

Laurea triennale vs magistrale vs dottorato

Tre livelli di titolo universitario:

  1. Laurea triennale (3 anni) — qualifica di base. Ruoli entry-level. Meno comune come titolo terminale in alcuni ambiti (ingegneria e giurisprudenza raramente si fermano qui).
  2. Laurea magistrale (altri 2 anni) — standard per la maggior parte degli ambiti. Ingegneria, economia, giurisprudenza, medicina richiedono solitamente questo livello.
  3. Dottorato (altri 3–4 anni) — ricerca, accademia, alcuni ruoli industriali specializzati.

Il mercato del lavoro italiano spesso tratta la triennale come “incompleta”. Se vuoi lavorare in un ambito che normalmente richiede la magistrale, la sola triennale può non aiutare molto. Il ruolo da data analyst di Sofia richiedeva almeno la triennale; la maggior parte dei colleghi ha la magistrale.

Costi: le università italiane sono economiche per standard internazionali. Le tasse universitarie vanno da €500 a €4.000/anno a seconda del reddito e dell’ateneo. Rispetto al Regno Unito (£9.250/anno) e agli USA ($10–50k+/anno), la laurea italiana è un affare.

Costo totale laurea triennale: ~€3.000–12.000 + spese di vita per 3 anni. Magistrale aggiuntiva: €2.000–8.000 + altri 2 anni. Dottorato: spesso finanziato con borsa (€1.200–1.400/mese), quindi non paghi.

L’alternativa ITS

ITS (Istituto Tecnico Superiore) — percorsi post-diploma professionali di 2 anni focalizzati su competenze applicate. Le tasse sono spesso sussidiate o gratuite. Focus su applicazioni industriali reali: sistemi IT, meccatronica, logistica, energia, biotech.

Gli ITS sono cresciuti rapidamente dagli anni 2010 con la spinta del governo verso un’istruzione pratica. Dati (fonte: INDIRE Monitoraggio ITS 2023):

  • Tasso di occupazione ITS a 1 anno dal diploma: ~80% dei diplomati occupati.
  • Di questi, ~90% lavora in un ambito coerente col percorso ITS.
  • Stipendi iniziali: €20.000–28.000 a seconda del settore.

Per Luca interessato all’IT, l’ITS Rizzoli di Milano ha tassi di occupazione sopra l’85% al diploma, con aziende come Accenture, Reply, Italtel che assumono direttamente. Meno prestigio di una laurea al Politecnico, ma arriva prima sul mercato (2 anni vs 5), costa meno, e spesso ha una migliore progressione nei primi anni di carriera in ruoli applicati.

Quando l’ITS batte la laurea: vuoi una competenza tecnica applicata specifica e rapida, i datori di lavoro target valorizzano la rilevanza industriale più del prestigio, sei motivato a produrre sul lavoro più che in laboratorio.

Quando vince la laurea: vuoi optionality di carriera su molti domini, punti a ruoli che richiedono un titolo formale (albo degli ingegneri, avvocato, medico, architetto), oppure miri a ricerca/accademia/estero.

Apprendistato e alternanza

Apprendistato — un contratto che unisce lavoro e formazione. Tre tipi:

  1. I livello (15–25 anni) — per conseguire un titolo scolastico mentre si lavora.
  2. II livello — professionalizzante (16–29 anni) — il più diffuso; unisce lavoro e formazione professionale.
  3. III livello — di alta formazione (18–29 anni) — unisce lavoro e università/specializzazione.

L’apprendistato offre importanti risparmi fiscali e contributivi ai datori di lavoro (riduzioni IRAP e INPS), quindi le aziende cercano attivamente apprendisti. Le retribuzioni sono di solito inferiori ai contratti standard ma non di molto.

Per un giovane con una direzione di carriera chiara, l’apprendistato può essere il percorso col ROI più alto: guadagni e impari allo stesso tempo, con costo-opportunità limitato.

Autodidatta e apprendimento online

La strada “niente laurea, imparo online”. Realistica per:

  • Sviluppo software
  • Analisi dati
  • Marketing digitale
  • Design
  • Creazione di contenuti
  • Mestieri artigiani (anche se questi di solito richiedono apprendistato)

Le statistiche italiane sull’occupazione degli autodidatti sono frammentarie, ma i dati salariali di LinkedIn Italia suggeriscono che gli sviluppatori software con 3+ anni di esperienza guadagnano €35–55k indipendentemente dalla laurea. La laurea conta di più per il primo lavoro che per la carriera successiva.

Insidie:

  • Trovare il primo lavoro è più difficile senza un titolo formale. La selezione italiana è molto concentrata sui titoli.
  • Alcuni ruoli richiedono titoli per legge (ingegneria, medicina, architettura, legge, farmacista, psicologo). Non è opzionale.
  • Serve disciplina. L’apprendimento autodiretto richiede ~3.000–5.000 ore di lavoro vero per raggiungere un livello spendibile nella maggior parte degli ambiti tecnici. Scorciatoie non ce ne sono.

Calcolo del ROI per Luca

Confronto approssimativo per Luca (assumendo scelta informatica / IT-adiacente):

PercorsoCosto totaleTempo al primo lavoro retribuitoStipendio iniziale attesoStipendio atteso a 30 anniNPV a 30 anni su 5 anni
PoliMi Ingegneria Informatica (5 anni + magistrale)€20.000 + 5 anni5 anni€32–38k€45–55kAlto
ITS Informatica (2 anni)€1.000 + 2 anni2 anni€22–28k€35–45kModerato
Autodidatta + lavoro€500 + 3 anni3 anni€25–32k (primo lavoro più difficile)€40–50kModerato-alto, varianza maggiore
Apprendistato di alta formazione€0 (apprendista pagato)1 anno€18–22k da apprendista, €30k+ dopo€40–50kAlto

Tutti e quattro i percorsi portano a professionisti IT a 30 anni con €40k+. Le differenze stanno nel costo, nel tempo fino al reddito, nel prestigio del titolo, e nell’optionality per pivot futuri di carriera.

Il vantaggio del Politecnico è l’optionality — il titolo apre porte all’estero, nelle grandi multinazionali, e per pivot verso il management. Lo svantaggio è il costo e 5 anni di reddito mancato.

Il vantaggio dell’ITS è la velocità e il focus applicato. Lo svantaggio è meno prestigio di brand.

Calcolo del ROI per l’amico di Sofia che valuta un MBA

Caso separato. L’amico di Sofia, Marco, 32 anni, guadagna oggi €45k e valuta un MBA alla SDA Bocconi da €80.000 per 12 mesi a tempo pieno.

Conti:

Costo:

  • Tasse €80.000
  • Costo opportunità (niente stipendio per 12 mesi): €45.000
  • Spese di vita: €20.000
  • Costo totale: ~€145.000

Beneficio atteso:

  • Dati post-MBA AlmaLaurea per i programmi top: +40–60% di stipendio. Da €45k → ~€65–70k.
  • Su una carriera residua di 25 anni, NPV di €20–25k/anno extra al 5% di sconto: €280–350k.

NPV positivo, ma:

  • Dipende molto dal settore (MBA in finance/consulting prendono il premio; general management molto meno).
  • Dipende se il datore sponsorizza (spesso sì a metà carriera).
  • Dipende dalla fase di carriera (MBA tra i 28 e i 32 anni è la finestra di picco; a 45 molto meno).

MBA in Italia: hanno senso nei programmi top (SDA Bocconi, MIP Politecnico, Luiss) con sponsor o con obiettivo chiaro in consulting/finance. Gli MBA di fascia media raramente giustificano il costo.

L’ambito conta più del livello

Risultato costante nei dati OCSE: l’ambito di studio è un predittore dei guadagni a vita più forte del livello del titolo all’interno dello stesso ambito.

Una laurea STEM guadagna il ~30–50% in più di una laurea umanistica.

Un laureato mediocre in informatica guadagna più di un eccellente laureato in filologia sulla pura retribuzione lungo la carriera (non contando il valore non monetario di ciascun percorso).

È profondamente ingiusto. I laureati umanistici contribuiscono spesso di più culturalmente, didatticamente, socialmente. Ma stiamo parlando di ROI salariale, specificamente. Se l’unico metro è il guadagno a vita, la scelta dell’ambito a 18 anni è una delle decisioni più consequenziali della tua vita.

Se il metro è qualcos’altro (significato, contributo, piacere intellettuale, flessibilità familiare), l’analisi cambia del tutto. Un insegnante che guadagna €28k e ama il lavoro può avere un “ROI di vita” enormemente più alto di un consulente da €100k che odia il lunedì.

Cosa farne di questa lezione

Tre cose:

  1. Prima di scegliere una laurea, controlla i dati occupazionali AlmaLaurea per l’ambito target. https://www.almalaurea.it/universita/occupazione. Guadagni attesi a 5 anni, tasso di occupazione.
  2. Valuta le opzioni ITS biennali per gli ambiti tecnici applicati. Più veloci, più economici, spesso ben pagati. Sottovalutati dalle famiglie italiane rispetto alla laurea tradizionale.
  3. A metà carriera, valuta il ROI delle tasse universitarie con lucidità. Costo incluso il costo-opportunità, vs aumento salariale atteso moltiplicato per gli anni di carriera residua. Sii onesto con i numeri.

Fonti

  • AlmaLaureaIndagine 2024 sulla Condizione Occupazionale dei Laureati. https://www.almalaurea.it/universita/occupazione (consultato 2025-02).
  • OECDEducation at a Glance 2023. https://www.oecd.org/education/education-at-a-glance/ (consultato 2025-02).
  • INDIREMonitoraggio ITS 2023. https://www.indire.it/progetto/percorsi-its/ (consultato 2025-02).
  • ISTATForze di lavoro per titolo di studio. https://www.istat.it/it/lavoro-e-retribuzioni (consultato 2025-02).

Prossima lezione: competenze che compongono — inglese, dati/coding, comunicazione. Le competenze specifiche che alzano dimostrabilmente gli stipendi italiani, con numeri.

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